“Ma alla fine, poi, cosa ci manca? A me basterebbe un treno, ma non un treno per emigrare. Un treno per guardare il cielo.”
Antonello è un quarantenne irpino profondamente legato alla sua terra d’origine, nonostante i mille problemi quotidiani che deve affrontare. La noia, la depressione, l’inciviltà che lo circonda e, soprattutto, l’amore per Nina lo convincono a fare le valigie e partire alla ricerca di qualcosa di nuovo, un luogo dove “la gente guardi ancora il cielo”.